La lunga durata della crisi pandemica rende più difficile la ricerca di un equilibrio fra la tutela della salute pubblica e il mantenimento della coesione economica e sociale. Il settore assicurativo ha dovuto confrontarsi con nuove domande e con una certa incomprensione di una parte di assicurati che hanno richiesto una copertura dei danni economici dovute alle chiusure dell’attività decise dal Consiglio federale. 

Per quali ragioni l’economia privata non può assicurare da sola una pandemia? 
La pandemia è un’epidemia estesa a vasti territori che interessa un grande numero di paesi. Essa rientra nella categoria dei rischi cumulativi che causano contemporaneamente un gran numero di danni. Il rischio pandemia non può quindi essere diversificato né dal punto di vista geografico né dal punto di vista della tempistica. Il premio commisurato a questo grande rischio sarebbe talmente elevato che nessuno vorrebbe pagarlo o potrebbe permetterselo. Nel caso dell’assicurazione interruzione d’esercizio il principio della diversificazione del rischio non è applicabile, se le aziende fanno valere il diritto al risarcimento dei danni nello stesso momento a livello globale. Gli assicuratori hanno cercato soluzioni pragmatiche per rispondere alle esigenze degli assicurati che hanno subito le conseguenze economiche dei lockdown. I grandi rischi sono tuttavia eventi straordinari che non possono essere gestiti dalla sola economia privata.