Il Monitor sulla previdenza di AXA mostra che, rispetto alle famiglie tradizionali, quelle monoparentali possono adottare meno misure in ambito previdenziale. Inoltre si sentono meno informati sulla propria previdenza per la vecchiaia. Elevati costi per l’accudimento esterno dei figli e perdite di salario per lavoro a tempo parziale: è risaputo che le famiglie monoparentali sono esposte a pressioni finanziarie maggiori rispetto alle famiglie biparentali. Anche secondo il monitoraggio della povertà in Svizzera pubblicato il 26 novembre 2025 dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, il rischio di povertà aumenta notevolmente tra genitori separati rispetto alle famiglie con una composizione tradizionale. Le madri sono particolarmente colpite da questo fenomeno, in quanto di norma sono loro ad assumersi la parte preponderante del lavoro di accudimento e le loro possibilità di guadagno sono quindi più limitate rispetto a quelle dei padri. L’attuale Monitor sulla previdenza di AXA fornisce ora cifre concrete sulla disparità tra genitori single e famiglie con ambedue i genitori, con speciale riguardo alla previdenza di vecchiaia.
Meno conoscenze in ambito previdenziale e meno risorse finanziarie
Il sondaggio AXA evidenzia che le ristrettezze finanziarie rendono molto più difficile alle famiglie monoparentali mettere da parte denaro per la previdenza per la vecchiaia. Il 63 per cento ha indicato di considerare impegnativo il risparmio ai fini della previdenza per la vecchiaia. Con il 35 per cento le famiglie sembrano esserne meno colpite.
Ma i genitori single non solo hanno a disposizione meno risorse finanziarie, ma anche per quanto riguarda il know-how previdenziale denotano un gap rispetto alle famiglie: il 51 per cento di essi ha riferito di non ricevere informazioni a sufficienza sulla propria previdenza. Tra le famiglie la percentuale era nettamente inferiore, pari al 33%. «Partiamo dal presupposto che questa circostanza sia da ricondurre al fatto che le famiglie monoparentali hanno a disposizione meno mezzi per la propria previdenza e quindi non si occupano nemmeno dell’argomento; dall’altro lato, per via dei compiti di accudimento hanno anche meno risorse in termini di tempo per occuparsi in modo approfondito della loro situazione previdenziale», spiega Markus Lack, responsabile Previdenza privata presso AXA.
Le famiglie biparentali adottano più misure previdenziali
Mentre circa il 62 per cento delle famiglie ha adottato misure previdenziali e versa contributi nel pilastro 3a, nel caso dei genitori single la quota è solo del 43 per cento. Il 29 per cento delle famiglie ha inoltre stipulato un’assicurazione sulla vita, mentre nel caso delle famiglie monoparentali il dato è di circa il 15 per cento, ossia di quasi la metà. Il 16 per cento delle famiglie ha dichiarato di non aver adottato misure di nessun tipo, dato che nel caso di genitori single passa addirittura al 33 per cento.
Quando si chiede alle famiglie monoparentali che tipo di sostegno desiderano per la loro previdenza per la vecchiaia, vengono citati uno sgravio finanziario per i compiti di accudimento (58%) e un miglioramento della conciliabilità tra lavoro e famiglia (44%) che contribuirebbero a migliorare la loro situazione.
È importante dedicarsi per tempo alla propria situazione previdenziale, questo vale però in generale soprattutto per i gruppi vulnerabili come le famiglie monoparentali. «I versamenti regolari sono vantaggiosi per le famiglie monoparentali anche se possono essere versati solo importi modesti», spiega Markus Lack. Oltre alla possibilità di dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali versati nel pilastro 3a fino all’importo massimo consentito, versando i contributi per tempo durante l’anno e per un periodo prolungato si beneficia anche del cosiddetto interesse composto. Gli interessi non saranno più accreditati solo sul capitale versato, ma anche sugli interessi già maturati. (AXA/hzi/ps)
