Il settore assicurativo privato si dimostra quindi all’altezza della sua fama quale ancora di stabilità dell’economia svizzera. L'associazione sottolinea inoltre i vantaggi delle soluzioni previdenziali del settore privato, relative sia all’assicurazione di grandi rischi sia alla previ-denza per la vecchiaia, la quale dovrà presto poggiare su solide basi.

In occasione della conferenza stampa annuale degli assicuratori privati svizzeri, il settore riesce di nuovo a pre-sentare una buona crescita e a dimostrarsi all’altezza della sua fama quale ancora di stabilità dell’economia svizzera. Però non ci si vuole adagiare: soprattutto l'evoluzione delle condizioni quadro in Svizzera viene seguita con attenzione. «La responsabilità individuale, che come associazione di settore sentiamo di dover assumere, sta risultando sempre più difficile nell’attuale contesto politico», invita a riflettere Stefan Mäder, presidente dell'associazione. Ritiene infatti che le condizioni quadro dell’economia svizzera legate alla libera attività econo-mica e alla responsabilità individuale siano sempre più sotto pressione: «La richiesta di un maggiore intervento statale è dannosa per la forza innovativa della Svizzera e quindi anche per la sua economia e il benessere del nostro Paese a lungo termine». Questo compromette le possibilità di sviluppo del settore assicurativo.

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Il settore quale esempio di una responsabilità individuale funzionante 

L'associazione fa notare che il settore assicurativo è un buon esempio di responsabilità individuale e sociale funzionante. In fondo, organizza da sempre comunità solidali basate sull’economia di mercato per assicurare i rischi. Per Juan Beer, vicepresidente dell’ASA e CEO di Zurich Svizzera, non c'è motivo di dubitare di questo principio: «Il settore assicurativo può offrire soluzioni efficienti ed efficaci. I sistemi organizzati completamente su base statale possono essere presi in considerazione solo in assenza di altre opzioni nel settore privato». Beer lo spiega prendendo in esame, non da ultimo, il rischio sismico: sebbene questo rischio sia facilmente assicurabile, il Parlamento ricorre a una soluzione statale proponendo l’impegno eventuale. Quest’ultimo, però, è solo un palliativo, perché l’impegno eventuale è incompleto, somiglia a una tassa aggiuntiva e, in caso di ca-tastrofe, aggraverebbe la crisi.

L'associazione mette inoltre in guardia da un'eccessiva enfatizzazione dell'AVS statale nell’ambito della previ-denza per la vecchiaia. L’ASA è a favore del collaudato sistema dei tre pilastri con la loro attuale ponderazione. È importante non credere a false promesse: «Non si può mirare a concedere prestazioni a pioggia; occorre, al contrario, impegnarsi per stabilizzare la previdenza per la vecchiaia a lungo termine. Per questo motivo l'ASA respinge l'iniziativa popolare per una 13esima mensilità AVS» dichiara Stefan Mäder in vista delle prossime votazioni popolari del 3 marzo 2024. 

Crescita in tutti i rami del settore non vita

Ciononostante, il settore assicurativo privato può vantare un esercizio 2023 di successo. Nel ramo non vita, il volume dei premi è aumentato di circa il 3 percento. «Questa tendenza non è dovuta solo all’aumento continuo dei costi nell’ultimo anno, ma anche alla forte domanda nella società», commenta il direttore dell'associazione Urs Arbter. Se da una parte la crescita nelle assicurazioni responsabilità civile e danni materiali è da ricondurre principalmente ai maggiori costi di riparazione e all’aumento del valore dei beni assicurati, dall’altra l’aumento del volume dei premi è dato dalla crescita delle masse salariali e, non da ultimo, dai nuovi prodotti assicurativi come l’assicurazione cyber.

Si registra una leggera crescita del portafoglio anche nell’assicurazione malattie complementare, il cui volume dei premi è cresciuto del 2,5 percento, sebbene i premi stessi siano aumentati di poco. Diversa, invece, la si-tuazione relativa all’indennità giornaliera di malattia: la crescita del 5,8 percento è attribuibile non solo alle mas-se salariali più elevate, ma soprattutto al fatto che i premi hanno dovuto essere adeguati al rialzo a causa delle maggiori prestazioni percepite. (ASA/hzi/ps)